Non esiste una specifica patologia chiamata “artrite estiva”, eppure chi soffre di malattie reumatiche sa bene che i mesi caldi possono coincidere con un significativo peggioramento dei sintomi.
Spesso si pensa che il clima estivo sia un alleato delle articolazioni. Questo è vero per l’artrosi, una malattia degenerativa che trae beneficio dal sole e dal caldo secco. Al contrario, l’artrite è una patologia di natura infiammatoria che in estate risente negativamente delle alte temperature ambientali, come confermato dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR).
Perché l’artrite peggiora con il caldo? I motivi biologici
Durante l’estate, il legame tra artrite e aumento del dolore è legato a precisi meccanismi biologici e comportamentali:
- Aumento delle citochine infiammatorie. Quando ci esponiamo a temperature molto elevate, il nostro organismo subisce un forte stress ossidativo. Questo meccanismo biologico stimola il rilascio di molecole infiammatorie direttamente nel flusso sanguigno, finendo per amplificare in modo significativo sia il dolore sia la rigidità a livello articolare.
- Caldo umido e afa. Le giornate caratterizzate da un’alta percentuale di umidità e da un’afa intensa vanno ad alterare il delicato equilibrio tra la pressione interna delle articolazioni e quella atmosferica. Di conseguenza, all’interno di un’articolazione che si trova già in uno stato infiammatorio, questo fenomeno si traduce in un aumento immediato del gonfiore, del calore locale e della congestione.
- Vasodilatazione. Il calore intenso provoca una naturale dilatazione dei vasi sanguigni. Tuttavia, nelle aree del corpo già colpite da artrite, questo afflusso eccessivo di sangue si rivela controproducente, poiché finisce letteralmente per alimentare il fuoco dell’infiammazione acuta.
- Raggi UV e fotosensibilità. Per le persone che soffrono di varianti autoimmuni, come ad esempio il Lupus o l’artrite psoriasica, l’esposizione diretta al sole durante le ore centrali della giornata rappresenta un rischio concreto, capace di scatenare pesanti riacutizzazioni sistemiche. A questo si aggiunge il fatto che molti farmaci antirumatici comunemente prescritti aumentano la sensibilità della pelle ai raggi solari.
- Sbalzi termici da aria condizionata. Il continuo passaggio dal clima torrido dell’esterno agli ambienti interni, dove spesso l’aria condizionata è forte e diretta, ha un impatto negativo sulla muscolatura. Questo sbalzo termico improvviso può infatti irrigidire bruscamente i muscoli periarticolari, favorendo la comparsa di fastidiose contratture e fitte dolorose.
- Cambiamento delle abitudini quotidiane. Infine, non bisogna sottovalutare il modo in cui le routine cambiano durante la stagione estiva. In questo periodo dell’anno si tende a camminare di più o comunque in modo meno strutturato, si passano molte ore in viaggio costretti in posizioni statiche e si scelgono calzature più leggere, come i sandali, che possono alterare la postura e sovraccaricare ginocchia e caviglie. Questa perdita di regolarità nel movimento rende i tessuti decisamente più sensibili anche a sollecitazioni moderate
Rimedi per l’artrite in estate: i consigli per difendersi
Se si avverte una riacutizzazione dell’artrite a causa del caldo, è possibile ricorrere ad alcune strategie e rimedi immediati:
- Terapia del freddo: applicazioni della borsa del ghiaccio per ridurre il gonfiore localizzato.
- Evitare il sole nelle ore centrali: non esporsi ai raggi solari tra le 10:00 e le 16:00.
- Scegliere il clima giusto: il clima fresco e secco dell’alta montagna offre un sollievo immediato rispetto alle località di mare afose.
- Utilizzare supporti ortopedici: soprattutto se ci si muove di più, l’uso di tutori (come ginocchiere o gomitiere) può dare sollievo. Questi dispositivi non risolvono il problema originario ma aiutano a sostenere le articolazione, a distribuire meglio il carico e accompagnano il movimento senza limitarlo.
Gestione dei farmaci e idratazione
Non esiste un farmaco specifico per l’artrite in estate. Le riacutizzazioni dovute al caldo afoso vanno gestite con i trattamenti di fondo prescritti dallo specialista (come i DMARD) o con FANS e antidolorifici. È fondamentale però prestare attenzione ad alcuni aspetti:
- FANS e rischio fotosensibilità: gli antinfiammatori (es. ibuprofene, ketoprofene) riducono il dolore acuto, ma alcuni principi attivi aumentano il rischio di reazioni cutanee e scottature se ti esponi al sole.
- Terapia di fondo: i farmaci prescritti dal reumatologo (es. metotrexato) non vanno mai interrotti o modificati autonomamente. Richiedono la massima protezione solare sulle aree sensibili o dove viene effettuata l’iniezione.
- Conservazione dei medicinali: le temperature al di sopra dei 25°C possono deteriorare i principi attivi dei farmaci, i quali pertanto vanno conservali in luoghi freschi e protetti, mai nel bagagliaio dell’auto o sotto il sole diretto.
- Idratazione costante: mantenersi ben idratati protegge la funzionalità dei reni, una precauzione essenziale specialmente quando si assumono farmaci antinfiammatori.
La visita domiciliare
Considerando che, come tutte le problematiche relative all’apparato scheletrica, l’artrite può limitare sensibilmente la deambulazione, la visita di un reumatologo in forma domiciliare può risultare provvidenziale. Medical Service Assistance – società benefit offre questa opportunità grazie al suo servizio “Il Medico a Casa“. Per fissare un appuntamento basta chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare il sito web cliccando qui.









