Effetti collaterali degli antidolorifici: attenzione!

Ufficio Stampa
27/11/2025

Molto probabilmente gli antidolorifici sono i farmaci più amati e usati al mondo e non c’è molto da dire per spiegarne il motivo. Tuttavia è proprio dietro questo diffuso apprezzamento che si nasconde una serie di rischi legati ai loro effetti collaterali e al loro abuso, spesso indotto dall’idea erronea che molti di loro, in quanto venduti senza ricetta medica, siano sostanzialmente innocui e che si somiglino in tutto e per tutto. Non essendo affatto così, facciamo un po’ di chiarezza dando un’occhiata dentro l’armadietto dei medicinali di una casa-tipo.

Aspirina e Tachipirina

Partiamo dai più famosi. Un errore molto comune è quello di pensare che Aspirina e Tachipirina siano due versioni dello stesso farmaco, laddove la seconda sarebbe più potente della prima. Ebbene, è vero che entrambi hanno proprietà antidolorifiche e antipiretiche – cioè abbassano la febbre – ma l’Aspirina (acido acetilsalicilico) ha anche una potente capacità antinfiammatoria e uno spiccato effetto anticoagulante, fatto quest’ultimo che la rende una sorta di farmaco salvavita nei confronti di infarto e ictus ma, per contro, fortemente sconsigliabile a chi soffre di sanguinamenti gastrointestinali.
Assai diversa la Tachipirina (paracetamolo), che viene spesso preferita per i suoi più blandi effetti collaterali e per l’assenza dell’effetto anticoagulante, caratteristiche che la rendono più adatta alle persone più “fragili”, inclusi i bambini. Ma tutto questo a condizione che la sua assunzione nel corso del tempo sia ben misurata: un recente studio dell’Università di Nottingham, condotto su oltre mezzo milione di persone over 65, ha rilevato che cicli di paracetamolo anche solo due volte nell’arco di sei mesi aumentano significativamente il rischio di ulcere gastriche e insufficienza cardiaca.

Brufen e Voltaren

Anche in questo caso si tratta di due farmaci studiati per trattare patologie dolorose e infiammatorie, ma diversi per composizione e meccanismo di azione. Il primo, basato sul principio attivo dell’ibuprofene, è di tipo non selettivo e, perciò, alquanto aggressivo nei confronti della mucosa dello stomaco (è sconsigliato sotto i 12 anni di età); in compenso risulta particolarmente efficace nei confronti di un ampia gamma di condizioni dolorose lievi o moderate (mal di testa, dolori mestruali, mal di denti eccetera). Il secondo, che contiene il diclofenac, è invece di tipo selettivo e perciò un po’ meno “pesante” a livello gastrointestinale e la sua azione risulta ben mirata verso i dolori articolari e muscolari (artrite reumatoide, spondilite, stiramenti eccetera).

Aulin e Oki

Considerato uno degli antidolorifici in assoluto più efficaci, il nimesulide contenuto in diversi farmaci – il più noto dei quali è senz’altro l’Aulin – è stato per diversi anni sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia Europea del Farmaco, che ha indagato in particolare sui suoi effetti tossici a carico del fegato, per i quali parecchi paesi, tra i quali Gran Bretagna, Spagna e Finlandia, ne hanno autonomamente vietato la vendita. Pur avendone confermato i pesanti effetti collaterali, l’EMA ha comunque considerato prevalenti i benefici della sua azione analgesica, autorizzandone così la commercializzazione con molte raccomandazioni (per esempio quella di considerarlo farmaco di seconda scelta) ed esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile. Insomma, contrariamente a quel che molti pensano, l’Aulin, soprattutto nella sua più diffusa forma di granulato in bustine, è tuttora a disposizione nelle farmacie italiane. È interessante notare che, essendo stata adottata questa stessa presentazione (le bustine) anche per l’Oki, sono in molti a pensare che si tratti di più o meno dello stesso farmaco ma con nomi diversi. Assolutamente no: l’Oki, che ha un’azione analgesica rapida e potente, non ha traccia di nimesulide; il suo principio attivo è il ketoprofene, assai meno aggressivo nei confronti del fegato ma con possibili effetti collaterali sullo stomaco, soprattutto nell’uso prolungato.

Gli usi impropri

Come detto, tutti gli antidolorifici hanno controindicazioni ed effetti collaterali. Questi sono sempre ben descritti nei relativi foglietti illustrativi, ciò nonostante vengono spesso commessi errori che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il più diffuso è rappresentato dall’uso eccessivo, prima di tutto perché questo può direttamente provocare danni all’organismo, creare dipendenza e/o tolleranza, ma anche perché, smorzando il dolore, “spegne” uno dei più fondamentali campanelli di allarme di patologie sottostanti. Un altro errore molto pericoloso, tipico del fai-da-te, è quello di assumere contemporaneamente antidolorifici diversi al fine – spesso un’illusione – di potenziarne l’azione: il mix sconsiderato di alcuni componenti può risultare tossico per gli organi e, come dimostrato da alcuni studi, non portare ad alcun beneficio analgesico. Infine, un errore che viene frequentemente commesso nel periodo delle vaccinazioni (in particolare, ottobre-novembre per le antinfluenzali) è quello di assumere antidolorifici-antipiretici per alleviare la dolenzia provocata dall’iniezione – tipicamente nel deltoide – e prevenire la leggera febbre di reazione. Anche in questo caso, molti studi hanno dimostrato che i farmaci antinfiammatori come quelli che abbiamo fin qui considerato interferiscono con la risposta immunitaria, inibendo quella produzione di anticorpi che costituisce il fine della profilassi.

Il parere del medico

Particolarmente nell’ambito dei farmaci da banco, la lettura dei foglietti illustrativi permette quasi sempre a un soggetto sano e responsabile di automedicarsi senza pericoli e con un certo successo (togliersi un mal di testa, alleviare i dolori mestruali eccetera). Ma nel caso di una persona portatrice di una qualsiasi patologia, anche non direttamente connessa con il dolore sofferto, il parere di un medico circa la scelta e l’assunzione di un analgesico è fondamentale. Ecco che poter ricevere la sua visita nella comodità della propria abitazione può risultare particolarmente utile. Il modo più rapido e semplice per prenotarla è quello di rivolgersi al servizio “Il Medico a Casa” offerto da Medical Service Assistance – società benefit. Basta chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare la pagina web dedicata a questo servizio cliccando qui.