Calo dell’udito e sordità

Ufficio Stampa
08/04/2026

È ormai dimostrato che il calo dell’udito provoca un proporzionale decadimento cognitivo, il quale, a sua volta, incide sulle relazioni interpersonali. Ciò dimostra l’importanza di intervenire prontamente alle prime avvisaglie del disturbo, cioè prima che possa invalidare pesantemente la qualità della vita.

 

Non è una vergogna

La cosa strana è che il riconoscimento del proprio problema incontra spesso una resistenza del tutto irrazionale, come se l’ipoacusia fosse un deficit di cui vergognarsi, cosa che non succede con i difetti della vista che pure vengono corretti mediante l’uso di protesi esterne, come gli occhiali. È che questi ultimi, a differenza degli apparecchi acustici, sono addirittura diventati un complemento di abbigliamento.

 

Cause diverse per diverse fasce d’età

Da un recente rapporto dell’OMS si comprende bene che, fino ai 50 anni d’età, il principale fattore di rischio per i disturbi dell’udito è costituito dal rumore: sia quello prodotto direttamente dai dispositivi tipici delle attività ricreative, come le cuffie per l’ascolto della musica o i videogiochi, sia quello più legato all’ambiente, come si riscontra nelle sale da concerto o nei cantieri in piena attività. Oltre i 50 anni, a tutto ciò si aggiunge il progressivo invecchiamento fisiologico dell’apparato uditivo al quale, a sua volta, può sommarsi in modo importante l’ipertensione.

 

Ipoacusia trasmissiva

Se quanto detto sinora rientra sostanzialmente nell’ambito dell’ipoacusia neurosensoriale che, dovuta a danni al nervo acustico o alla coclea, è più spesso irreversibile, esiste un calo dell’udito di tipo trasmissivo che, provocato da un blocco “meccanico” (tappi di cerume, fluidi nel canale, perforazione del timpano, otiti), se curato, risulta molto spesso reversibile. In questo caso, l’approccio terapeutico può essere farmacologico o chirurgico.

 

Orecchio vuol dire anche equilibrio

Disturbi più o meno transitori ma potenzialmente pericolosi come vertigini, capogiri, nausee, acufeni e instabilità posturale possono essere anch’essi, proprio come il l’ipoacusia, sintomi di una malattia dell’orecchio. È per tale motivo che, seppure in assenza di particolari problemi uditivi, al loro presentarsi è necessario sottoporsi alla visita medica specialistica.

 

A chi rivolgersi

Come sempre, è il medico di base a poter indirizzare il paziente verso uno specialista che, per ciò che riguarda l’apparato uditivo, può essere un otorinolaringoiatra, utile per comprendere si tratti di cause organiche acute, o un audiologo, più adatto a indagare l’ipoacusia e gli acufeni.
Medical Service Assistance – società benefit, attraverso il suo servizio “Il Medico a Casa”, offre la possibilità di ricevere la visita dell’uno e dell’altro nella comodità della propria abitazione. Per fissare un appuntamento basta chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare l’apposita pagina web cliccando qui.