La relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze, pubblicata lo scorso giugno e presentata in Parlamento, ha messo in evidenza che, nel 2024, il 35% dei decessi per intossicazione acuta, su un totale di 231, è stato causato dalla cocaina, sostanza che pertanto è risultata letale quanto l’eroina.
Perché la cocaina è letale
Agendo sui livelli di dopamina, la cocaina genera nell’individuo un senso di euforia e aumenta la sensazione di energia: tutto questo a danno del cuore e dei vasi sanguigni cardiaci e cerebrali. Se il rischio massimo si ha normalmente entro la prima ora dall’assunzione, la tossicità può manifestarsi anche a distanza di giorni, arrivando a provocare l’ischemia e l’infarto del miocardio. L’uso cronico, infine, può causare un’ampia gamma di danni irreversibili, come l’ipertensione grave e l’emorragia cerebrale.
Allarme psicofarmaci
La relazione ha messo in evidenza pure l’incremento nell’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica che, costante fin dal 2021, sempre lo scorso anno ha raggiunto i valori più elevati, avendo accertato che circa 180.000 giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni – con una netta prevalenza femminile – ne hanno fatto uso.
Le altre dipendenze giovanili
Solo apparentemente meno pericolose, soprattutto perché le loro conseguenze sono meno “dirette”, altre dipendenze hanno raggiunto lo scorso anno un picco allarmante: il 57% degli studenti intervistati (pari a un milione e 420.000) ha dichiarato di aver giocato d’azzardo; il 17% di aver fatto un uso compulsivo di videogame; il 13% di aver usato Internet in modo incontrollato.
La società, la famiglia
Se da una parte non c’è alcun dubbio che “la tragedia delle dipendenze” – come l’ha definita il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – costituisca un problema sociale che lo stato deve affrontare in modo corale, dall’altra è altrettanto vero che, su scala minore, la famiglia gioca un ruolo insostituibile nel cogliere i primi segnali del disagio, per poterlo affrontare e curare prima che diventi vizio e dipendenza.
L’aiuto di un professionista
Fondamentale è l’aiuto di uno specialista, in grado di stabilire se convenga intraprendere una terapia di tipo tradizionale, magari combinando psicoterapia e psichiatria, oppure ricorrere anche a terapie innovative come, per esempio, la stimolazione magnetica transcranica (TMS). Un ottimo primo passo può quindi essere costituito da una visita domiciliare da parte di uno psichiatra che, come si riscontra in molti casi che riguardano i giovani, proprio all’interno dell’ambiente domestico può inquadrare il problema tenendo anche conto delle possibili componenti familiari.
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