Colonscopia: cos’è, come funziona, come prepararsi

Ufficio Stampa
02/07/2026

La colonscopia è un esame che, attraverso l’utilizzo di uno speciale strumento, permette al gastroenterologo di osservare ed esaminare con i suoi occhi le pareti interne dell’intestino.

 

Lo strumento

Parliamo quindi del colonscopio, un tubo flessibile che, lungo fino a 170 cm e del diametro di 10-12 millimetri, è dotato a un’estremità di una microtelecamera ad alta risoluzione, di una fonte luminosa e di una pinza chirurgica; all’altra, di impugnature per consentirne il controllo. Le immagini del colon retto, dell’intero colon e, in alcuni casi, dell’ultimo tratto dell’intestino tenue vengono quindi riprodotte in tempo reale su un grande display.

 

La funzione diagnostica

L’ispezione visiva diretta delle pareti del colon e del retto consente di individuare alterazioni strutturali e infiammazioni, rilevare polipi, accertare le cause di sanguinamenti, scoprire diverticoli, stenosi, ulcerazioni, neoplasie. La pinza che si trova all’estremità dello strumento permette inoltre di prelevare campioni di tessuto per un’analisi istologica approfondita.

 

La funzione terapeutica

Nel corso dell’esame, il medico può rimuovere polipi, arrestare emorragie, dilatare stenosi, decomprimere l’intestino e persino rimuovere oggetti ingeriti accidentalmente o accumuli fecali.

 

La funzione preventiva

La colonscopia è il principale esame di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon-retto: è considerata indispensabile se un precedente test per la ricerca del sangue occulto nelle feci risulta positivo e viene comunque consigliata – anche in assenza di tale test – ai soggetti dai 50 anni in su se esiste una familiarità per tumori colorettali e polipi o se si soffre di patologie infiammatorie croniche intestinali come la Malattia di Crohn, la rettocolite ulcerosa, la colite indeterminata eccetera.

 

A chi rivolgersi

La colonscopia può essere eseguita presso gli ospedali pubblici, le cliniche e le case di cura private che hanno reparti di gastroenterologia e endoscopia digestiva. Può essere eseguita pure nei poliambulatori e negli studi medici che abbiano i requisiti strutturali, la dotazione tecnologica e il personale previsti dal DPR 14 gennaio 1997 e che seguano le linee guida della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED).

 

Da svegli o sedati?

Sebbene l’esame possa essere svolto sia da svegli sia in sedazione, è soprattutto quest’ultima ad essere raccomandata, poiché, oltre ad essere più confortevole per il paziente, consente al medico di lavorare con maggiore precisione. In tal caso, è d’obbligo per tutta la durata dell’esame la presenza di un anestesista che monitori lo stato del paziente e che possa coadiuvare l’operatore in caso di complicanze. Anche per questo rischio, che comunque è assai modesto, si tende a privilegiare la scelta di una struttura complessa piuttosto che un piccolo studio privato.

 

La preparazione

Strano a dirsi ma sono in molti ad essere preoccupati più della preparazione che della colonscopia in sé. In realtà non c’è proprio nulla di che preoccuparsi, poiché in sostanza si tratta di ottenere un intestino il più possibile vuoto e pulito seguendo attentamente queste indicazioni.

Nei 3-4 giorni precedenti:

  • NO a frutta e verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi
  • SI a pasta, riso raffinato, carne magra, pesce, uova, formaggi stagionati, pane bianco

Il giorno prima dell’esame:

  • Dieta liquida a base di brodo filtrato, té, camomilla, acqua
  • Assunzione del lassativo prescritto (Movirep, Isocolan, Serg ecc.)

Il giorno dell’esame:

  • NO cibi solidi
  • SI a camomilla e acqua fino a 2-3 ore prima dell’esame, poi più niente

 

Colonscopia senza preparazione

Si chiama “colon wash” la procedura che alcuni centri offrono al paziente e che, svolgendosi lo stesso giorno della colonscopia, evita del tutto – o quantomeno riduce di parecchio – la preparazione classica. Consiste in un profondo lavaggio intestinale per mezzo di una doppia cannula che introduce acqua a pressione e temperatura controllate e, nel contempo, aspira ed elimina tutte le scorie rendendo l’intestino pronto per l’esame.

 

Il fondamentale parere del medico

Per quanto semplice e di routine, la colonscopia è pur sempre un esame invasivo che – come detto – comporta un pur minimo rischio che deve essere valutato con il gastroenterologo, il quale deve pure stabilire se nella fase preparatoria il paziente debba modificare o sospendere l’assunzione di determinati farmaci. La sua visita preventiva può svolgersi anche in forma domiciliare: il modo più rapido per fissare un appuntamento è quello di rivolgersi al servizio “Il Medico a Casa” offerto da Medical Service Assistance – società benefit. Basta chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare la pagina web dedicata a questo specifico servizio cliccando qui.