In Italia, una donna su 8 si ammala di tumore della mammella. La buona notizia è che, se questo viene diagnosticato precocemente, per esempio grazie all’autopalpazione del seno, si ha una completa guarigione in oltre il 90% dei casi. Tutto ruota perciò intorno a quel “se”, ovvero alla condizione che vengano messe in atto tutte quelle azioni individuali che consentono di scoprire la malattia nelle sue fasi iniziali. È quindi evidente che si tratti di un problema di comunicazione/educazione sanitaria: bene ha fatto, quindi, il mondo della sanità che, nel 1990, ha eletto Ottobre “mese della prevenzione del tumore al seno”, dando vita a una serie di iniziative orientate in tale direzione.
Sorpresa: può capitare anche al maschio
Già, molti uomini non lo sanno, ma il tumore al seno può colpire anche loro, tanto che in Italia se ne contano circa 500 casi l’anno, pari a l’1% della totalità (dato AIRC). Tra le possibili cause ci sono i fattori genetici, la cirrosi epatica, il consumo eccessivo di alcol, l’obesità.
Autopalpazione del seno: un “fai-da-te” che funziona
Vale dunque soprattutto per le donne la calda raccomandazione di eseguire ciclicamente un controllo visivo e tattile alla ricerca di tracce che non necessariamente indicano la presenza di un tumore ma che senz’altro meritano una visita più approfondita da parte di uno specialista ed, eventualmente, alcuni esami strumentali – come la mammografia e l’ecografia – ai quali, a prescindere, è comunque bene sottoporsi a intervalli regolari. Dunque, autopalpazione del seno: una manovra che, per poter essere affidabile, deve essere svolta in due fasi, preferibilmente nella settimana successiva al ciclo mestruale.
Prima fase: osservazione
La prima fase mira alla ricerca visiva di eventuali modifiche di forma (rigonfiamenti, fossette eccetera) rispetto alla volta precedente e deve essere eseguita assumendo tre posizioni, ripetute di fronte e di fianco allo specchio.
- Braccia rilassate lungo i fianchi
- Braccia bene in alto
- Gomiti in alto e palmi delle mani uniti sulla fronte con i muscoli pettorali contratti
Seconda fase: palpazione
La seconda fase serve a rilevare mediante il tatto l’eventuale presenza di noduli nei seni e sotto le ascelle, di ulcerazioni della pelle e di secrezioni dai capezzoli.
- In piedi. Mettere la mano sinistra dietro la nuca. Con i polpastrelli di indice, medio e anulare della mano destra, palpare il seno sinistro con lenti movimenti circolari cercando di apprezzarne la consistenza e le eventuali modificazioni rispetto alla volta precedente. Estendere l’esame all’ascella e ripetere il tutto, in modo speculare, con il seno destro.
- Sdraiati. Distendersi mettendo un cuscino sotto la schiena in modo da inarcare il busto. Piegare in alto il braccio sinistro mettendo la mano sotto la nuca e palpare il seno dello stesso lato con i polpastrelli della mano destra, sempre alla ricerca di eventuali modificazioni. Estendere l’esame all’ascella e ripetere il tutto, in modo speculare, con il seno destro.
L’autopalpazione del seno insegnata dal ginecologo
L’occasione migliore per imparare correttamente l’autopalpazione del seno è costituita dalla visita ginecologica che, quando ben fatta, comprende appunto il controllo delle mammelle e dei cavi ascellari. In quella occasione, lo specialista può infatti dare utilissime indicazioni su come poi procedere autonomamente a questo esame che, come detto, deve essere seguito a intervalli regolari. Soprattutto nel caso di un paziente anziano, può risultare assai comoda la visita domiciliare. Per prenotarla basta rivolgersi al servizio “Il Medico a Casa” offerto da Medical Service Assistance – società benefit chiamando il numero 06 55.300.195 oppure visitando la pagina web dedicata a questo specifico servizio cliccando qui.









