Come salvare un bagnante: guida al primo soccorso in mare

Ufficio Stampa
30/07/2026

Sei in spiaggia, ti godi il mare dalla tua sedia a sdraio e noti un bagnante che non si muove o che sembra in evidente difficoltà. In quel momento l’orologio della sopravvivenza inizia a correre. Davanti a un’emergenza in acqua, l’istinto ci dice di agire, ma la mente spesso si blocca. Scopriamo insieme la catena del soccorso da attivare immediatamente per fare la differenza tra il panico e un intervento salvavita.

 

Primo: chiamare i soccorsi

Partiamo dal fondamentale presupposto che un soccorritore improvvisato e non addestrato rischia di diventare la seconda vittima, perciò, prima di tentare una qualsiasi azione impulsiva, è assolutamente necessario allertare chi ha i mezzi e la preparazione per intervenire (bagnino e numero di emergenza 112 sulla costa; se l’incidente avviene in mare o sui laghi, il 1530 della Guardia Costiera).

 

Come intervenire in acqua

Può capitare che le circostanze impongano un intervento in prima persona. In tal caso, per raggiungere il malcapitato, bisogna tuffarsi in acqua portando con sé un buon mezzo galleggiante (salvagente, ciambella, gommone ecc.) anche se si è provetti nuotatori e seguire questa procedura:

  1. Avvicinarsi con prudenza alla persona, soprattutto si agita in modo confuso e in preda al panico
  2. Se è a pancia in giù, girarla subito a pancia in su
  3. Afferrarla da dietro, sotto le ascelle o per il mento
  4. Mantenere la sua bocca e il naso sopra il livello dell’acqua
  5. Nuotare verso terra scegliendo possibilmente una zona dove si tocchi il fondo il prima possibile

 

Come agire a riva

Appena raggiunta la riva, chiamare il 112 se qualcuno non lo ha già fatto: chi risponde, oltre a inviare personale medico, da le direttive utili per procedere alla rianimazione. Qui l’utile video di una completa simulazione.

  1. Mettere la persona a pancia in su una superficie dura
  2. Scuoterla e chiamarla per capire se è cosciente
  3. Dedicare una decina di secondi a capire se respira
  4. Se non respira, esercitare 30 pressioni sullo sterno alla frequenza di 100 al minuto (quasi 2 al secondo)
  5. Iperestenderle il capo e chiuderle il naso tra pollice e indice
  6. Poggiare la propria bocca sulla sua e esercitare due insufflazioni verificando che la sua cassa toracica si gonfi/sgonfi
  7. Ripetere la sequenza fino all’arrivo dei soccorsi (30+2, 30+2, 30+2 ecc.)

 

Un utile approfondimento

Medical Service Assistance – società benefit, sempre attenta ai temi della prevenzione e del soccorso, ha già pubblicato un blog dedicato alle azioni da compiere in caso di arresto cardiocircolatorio. Per accedervi, cliccare qui.