In Italia, nei primi sei mesi del 2026, il 41% delle persone che hanno rinnovato la carta di identità ha negato il consenso al prelievo degli organi post-mortem: una netta tendenza al ribasso (nel 2021 la percentuale era stata del 31%) che, nell’ultimo anno, ha avuto come conseguenza l’impossibilità di eseguire 2.400 trapianti. Attualmente, 6.300 malati aspettano un rene, 1.100 un fegato, 720 un cuore, 270 un polmone, 190 il pancreas.
Il parere di un esperto
In un’intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica del 30 agosto 2026, il professor Massimo Cardillo, direttore del Nord Italian Transplant Program al Policlinico di Milano, evidenzia un preoccupante aumento dei rifiuti alla donazione di organi in tutta Italia, causato da timori irrazionali, una generale sfiducia nelle istituzioni sanitarie e alla mancanza di informazioni adeguate. «A livello centrale tocca al ministero, ma anche le Regioni hanno competenza nei programmi sanitari. Sicuramente qualcosa viene fatto, ma in modo insufficiente a determinare il clima di fiducia da parte dei cittadini».
I “perché” del no
Le motivi dietro al rifiuto della donazione di organi post-mortem sono spesso legati a barriere psicologiche e sociali alimentate da fake news:
- Falsi miti sulla morte cerebrale. Esiste il timore infondato che l’espianto avvenga prima del decesso effettivo.
- Sfiducia nel trattamento ospedaliero. Si teme, erroneamente, che i medici possano non impegnarsi a fondo per salvare la vita di un paziente se sanno che è un potenziale donatore.
- Carenza di senso civico. Manca ancora una piena consapevolezza del valore etico e clinico della donazione.
Perché il trapianto di organi in Italia è sicuro e affidabile
La sicurezza dell’intero percorso, dal momento della donazione fino all’intervento chirurgico, si basa su pilastri fondamentali gestiti in modo scientifico:
- Valutazione e idoneità. Ogni potenziale donatore viene sottoposto a esami clinici e infettivi approfonditi per escludere la trasmissione di malattie. Nei casi complessi interviene un gruppo di esperti esterni, chiamato “Second Opinion”, per dare un secondo parere vincolante.
- Tracciabilità totale. Grazie al Sistema Informativo Trapianti (SIT), ogni singolo organo, tessuto o cellula viene registrato e seguito in ogni passo del suo viaggio. Non esiste alcuna possibilità di alterare i dati o scavalcare le liste d’attesa.
- Assegnazione trasparente ed equa. Gli organi vengono assegnati in modo automatico attraverso criteri medici oggettivi. Si valutano elementi insindacabili come la gravità del paziente, la compatibilità del gruppo sanguigno e l’urgenza clinica.
- Logistica di emergenza attiva 24/7. I trasporti degli organi e delle equipe chirurgiche avvengono attraverso una rete di emergenza coordinata a livello nazionale, che utilizza aerei e mezzi su gomma dedicati per rispettare i ridotti tempi di conservazione degli organi.
- Ispezioni e vigilanza continui: Il CNT effettua costantemente verifiche, audit e controlli di qualità in tutti gli ospedali della rete per prevenire anomalie e migliorare i protocolli.
Come viene accertata la morte legale
La morte legale viene accertata esclusivamente attraverso il criterio della morte cerebrale, ovvero la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo (cervello e tronco encefalico).
Questo stato è radicalmente diverso dal coma profondo o dallo stato vegetativo, nei quali il cervello mantiene ancora un’attività elettrica o metabolica. Quando si verifica la morte cerebrale, l’organismo ha perso definitivamente la capacità di respirare e di mantenere attive le proprie funzioni vitali in modo autonomo.
La legge italiana (Legge 578/1993 e successivi decreti) prevede un protocollo tra i più severi al mondo per dichiarare il decesso, soprattutto quando si valuta la donazione degli organi:
- Il Collegio Medico. La morte non viene mai accertata da un solo medico. Viene istituita una commissione indipendente formata da tre specialisti che non fanno parte dell’equipe dei trapianti: un medico legale, un anestesista-rianimatore e un neurologo (o neurofisiopatologo).
- Il periodo di osservazione. Il collegio medico deve monitorare il paziente ininterrottamente per un periodo stabilito dalla legge (di norma 6 ore).
Come trasformare il proprio no in un sì
È possibile cambiare il proprio “NO” in un “SÌ” in qualsiasi momento utilizzando uno di questi canali ufficiali:
- All’Anagrafe del Comune. Il modo più diretto è aspettare il rinnovo della Carta d’Identità: l’ufficiale dell’anagrafe chiederà nuovamente di dichiarare la propria volontà e la nuova risposta positiva sovrascriverà quella vecchia.
- Presso l’ASL di riferimento. È possibile rivolgersi agli sportelli della propria Azienda Sanitaria Locale (solitamente l’ufficio medico-legale o i distretti sanitari) per compilare un modulo per modificare la propria scelta nel sistema.
- Presso il medico di famiglia. Molte regioni consentono di registrare la dichiarazione di volontà direttamente attraverso il proprio medico di medicina generale.
Tutte queste tre modalità registrano la tua nuova scelta direttamente nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), la banca dati nazionale consultata dai medici in caso di necessità.
Altre modalità valide per cambiare idea
Se si desidera cambiare subito la propria decisione senza rivolgersi a un ufficio pubblico, esistono altri metodi che hanno lo stesso valore legale:
- Iscriversi all’AIDO. L’iscrizione all’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule esprime un “SÌ” automatico. Si può fare anche online attraverso il suo sito web o tramite app ufficiale usando lo SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE). L’iscrizione all’AIDO viene trasmessa direttamente al Sistrema Informatico Trapianti (SIT).
- Il “Tesserino Blu“. Si può custodire nel portafoglio l’apposito tesserino blu del Ministero della Salute.
- Il Testamento Olografo. Ancora più facile è conservare nel proprio portafoglio un proprio scritto a mano, datato e firmato, in cui si dichiari di acconsentire alla donazione. È fondamentale portarlo sempre con sé e informare i propri familiari di questo cambiamento di idea.









