Formicolii e dolori delle mani: tunnel carpale?

Ufficio Stampa
12/02/2026

È convinzione diffusa che alcuni disturbi della mano, riscontrati nel 10% della popolazione italiana, siano dovuti ad alcune “nuove” abitudini, come per esempio l’uso del mouse per il computer. Tuttavia, in parziale opposizione ad essa, va osservato che nella maggioranza dei casi (circa 70%) questo tipo di problema si presenta pressoché contemporaneamente in entrambe le mani e che, da sempre, risulta diffuso tra le donne di mezza età circa 3 volte di più rispetto agli uomini coetanei.

I sintomi da valutare

Formicolii, dolori, secchezza della pelle, gonfiore, diminuzione della forza e del tatto sono spesso fenomeni transitori dovuti a quei piccoli traumi (contusioni, scottature, distorsioni, punture di insetti eccetera) che possono capitare nella vita di tutti i giorni, così come, più frequentemente, nella pratica sportiva. Tuttavia, se non scompaiono più o meno spontaneamente entro qualche giorno, magari aggravati da sintomi come “scosse” e bloccaggi, è il caso di rivolgersi a uno specialista per stabilire quale sia trattamento terapeutico più adatto a farli scomparire o quantomeno a impedire che, peggiorando, possano portare a severe limitazioni funzionali.

A riposo o in movimento?

Una prima osservazione utile a indirizzare la ricerca delle cause è quella tesa ad accertare se i sintomi si manifestino a riposo o a seguito di specifici movimenti della mano. Nel primo caso è più facile che si tratti di un’alterazione dei nervi periferici; nel secondo, di un trauma o di un’infiammazione a carico di ossa, articolazioni, legamenti, tendini e muscoli.

Occhio alle dita

Un’ulteriore importante osservazione riguarda specificamente le dita. Se il disturbo – in particolare il formicolio – è concentrato su pollice, indice e medio, è corretto sospettare la cosiddetta sindrome del tunnel carpale, che può anche interessare i giovani di entrambi i sessi ma più frequentemente riguarda le donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni. In sostanza, si tratta del nervo mediano del polso che, trovandosi all’interno di un canale con ben nove tendini flessori, se questi si gonfiano a causa di un’infiammazione, possono comprimerlo mettendolo in sofferenza.
Se invece il disturbo è localizzato nell’anulare e/o nel mignolo, il nervo che lo provoca è l’ulnare che più spesso viene sollecitato all’altezza del gomito, quando il braccio in flessione ne provoca la compressione.
Detto ciò, non si può escludere che i sintomi siano originati da una malattia cronica sistemica come l’artrite reumatoide, che a sua volta può senz’altro provocare neuropatie periferiche, ma che in realtà è la causa prima del problema e come tale va affrontata.

 

La visita specialistica e gli esami

Come detto, se i sintomi non scompaiono spontaneamente in pochi giorni, è fortemente consigliabile la visita di un ortopedico specialista della mano, per il quale, ai fini della diagnosi, può essere sufficiente un accurato esame obiettivo e un’attenta valutazione della storia clinica. Tuttavia, in alcuni casi, possono essere necessari approfondimenti di indagine per mezzo di esami e test specifici, come per esempio:

  • elettromiografia (EMG)
  • elettroneurografia (ENG)
  • esami del sangue
  • hand grip test
  • radiografia (RX)
  • risonanza magnetica (RM)
  • segno di Tinel
  • test di Phales
  • tomografia computerizzata TAC

Le terapie

Se i problemi della mano sono lievi e in atto da poco tempo (settimane o pochi mesi), nonché imputabili a situazioni degenerative e/o infiammatorie, si preferisce incominciare con un trattamento conservativo, ricorrendo a:

  • applicazioni di ghiaccio
  • riposo dell’articolazione
  • tutori specifici
  • fisioterapia
  • iniezioni di corticosteroidi

Se però l’approccio soft si rivela inefficace, in quanto il disturbo diventa intenso, invalidante, persistente, l’ipotesi del trattamento chirurgico della sindrome del tunnel carpale passa inevitabilmente in primo piano.
L’intervento è molto semplice, di tipo ambulatoriale, e può essere eseguito in anestesia locale sia “a cielo aperto” sia per via artroscopica. In quest’ultimo caso non vengono neppure applicati punti di sutura e la mano – che da subito si libera dei sintomi – può riprendere tutte le sue funzioni già dopo 24 ore.

La prima visita a domicilio

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