Herpes Simplex ed Herpes Zoster

Ufficio Stampa
21/05/2026

A molti di noi capita ogni tanto di avere la “febbre al labbro”, modo familiare di chiamare l’Herpes Simplex: quasi sempre, poco più di un fastidio e un temporaneo inestetismo. Meno fortunati quelli che hanno il “Fuoco di Sant’Antonio”, una malattia ben più lunga e dolorosa che può anche lasciare cicatrici permanenti. In entrambi i casi è bene prendere coscienza che si tratta di malattie virali che possono evolvere in complicanze anche molto pericolose.

Una famiglia numerosa

La famiglia dei virus Herpesviridae comprende oltre 100 specie virali, suddivise in tre sottofamiglie (Alfa, Beta e Gamma), accomunate dallo stesso DNA. Otto di questi ceppi infettano l’uomo e i due che appartengono alla sottofamiglia Alfa sono quelli che provocano le infezioni che tratteremo in questa occasione.

Herpes Simplex (HSV)

L’Herpes Simplex Virus (HSV) si suddivide nelle specie 1 e 2 a seconda della zona che più facilmente colpisce: HSV-1 le labbra; HSV-2 i genitali.
Di tutta la popolazione, circa il 70% è portatore dell’HSV-1 (con prevalenza maschile); circa il 20% è portatore dell’HSV-2 (con prevalenza femminile). Anche dopo la guarigione resta nell’organismo in forma dormiente.
Questo il suo comportamento:

  • Prima infezione: spesso asintomatica o con piccole afte/vescicole
  • Sede: labbra, bocca (HSV-1) o genitali (HSV-2)
  • Sintomi: formicolio e lieve bruciore locale prima delle vescicole
  • Decorso: le vescicole guariscono in 7-10 giorni; recidive frequenti
  • Prevenzione: nessun vaccino disponibile
  • Contagiosità: molto elevata (contatto diretto con le lesioni, saliva)

 

Varicella Zoster (VZV / Fuoco di Sant’Antonio)

Il virus Varicella Zoster provoca la varicella, che è una malattia molto contagiosa tipica dell’infanzia, restando nell’organismo in forma dormiente anche dopo la guarigione, proprio come l’Herpes Simplex. Ma soprattutto in età adulta o avanzata, al calo delle difese immunitarie per un qualsiasi motivo, il virus si risveglia provocando non la varicella (nei confronti della quale si è diventati immuni) bensì l’Herpes Zoster o Fuoco di Sant’Antonio.
Questo il suo comportamento:

  • Prima infezione: varicella
  • Sede: torace, addome o viso; segue il percorso di un nervo (a un solo lato del corpo)
  • Sintomi: dolore intenso, bruciante o lancinante anche prima dell’eruzione
  • Decorso: guarigione in 2-4 settimane ma il dolore può persistere per mesi (nevralgia post-erpetica)
  • Prevenzione: vaccinazione specifica Shingrix, raccomandata a over 50 e soggetti fragili
  • Contagiosità: media (solo contatto diretto con il liquido delle vescicole)

 

Quando preoccuparsi

Se normalmente le infezioni si presentano e si risolvono nei modi descritti, ci sono alcune circostanze che rendono necessario rivolgersi immediatamente a un medico:

  • Gravidanza
  • Dolore oculare e/o sensibilità alla luce
  • Febbre alta
  • Confusione mentale

 

La cura

Per entrambe le infezioni esistono farmaci antivirali (aciclovir, valaciclovir, farmciclovir) che risultano molto più efficaci se assunti tempestivamente, motivo per il quale chi è soggetto più facilmente alle recidive dell’herpes simplex – farebbe bene ad averne sempre a portata di mano. Va pur detto che questi non eliminano il virus ma ne bloccano la moltiplicazione, riducendo la gravità e la durata della malattia e, soprattutto, abbassando il rischio di sviluppare la nevralgia post-erpetica che è tipica dell’Herpes Zoster.

 

La visita domiciliare

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