Soprattutto chi ha una certa età ricorderà che, un tempo, in ogni condominio c’era qualcuno che “sapeva fare le iniezioni”. Poteva trattarsi di chiunque ma, quasi sempre, non era un infermiere professionale o, in particolare, un’infermiera, visto che spesso si trattava di una signora. Magari la si definiva “brava” perché disponibile (talvolta dietro una piccola mancia) e dotata di mano ferma ma, quanto al rispetto delle precise norme sanitarie che, allora come ora, indicavano le modalità di esecuzione dell’operazione, si andava a fiducia. Oggi, invece, esistono regole più precise: la somministrazione parenterale – questa la definizione più appropriata – è un tipo di intervento che deve essere eseguito dall’infermiere professionale e, in alcuni casi, esclusivamente dal medico. Una parziale eccezione è rappresentata da quelle “punture” che, per loro stessa natura, possono essere compiute sotto forma di automedicazione, come nel caso dell’insulina per i diabetici e dell’eparina per chi è a rischio di trombosi.
Diversi tipi di iniezione
A questo punto ci sembra necessario chiarire quali sono i principali tipi di iniezione e chi è deputato, in forma esclusiva, a eseguirli.
- Sottocutanea
Di questa particolare iniezione abbiamo già anticipato qualcosa: si tratta della somministrazione di piccole quantità di medicinali – come insulina ed eparina – da assorbire lentamente e in forma continua attraverso un piccolo ago inserito nello strato adiposo compreso tra il derma e il muscolo, solitamente nell’addome, sulla coscia o sul gluteo. Come detto, spesso viene fatta rientrare nel novero delle automedicazioni, ma solo dopo un’opportuna formazione sotto la guida di personale sanitario esperto. - Intramuscolare
Un’iniezione che, interessando il tessuto muscolare, impone la conoscenza delle tecniche di esecuzione e dei possibili rischi correlati, pertanto, deve essere eseguita da personale sanitario qualificato. L’assorbimento del medicinale è più rapido rispetto a quello della sottocutanea. - Endovenosa
In questo caso, volendo ottenere un assorbimento immediato del farmaco, l’iniezione viene praticata direttamente in una vena, analogamente a quanto si fa mediante la fleboclisi con sacca e deflussore. Data la delicatezza dell’operazione, che potrebbe portare alla formazione di emboli e ad altre complicanze gravi, l’esecuzione deve essere affidata a personale altamente qualificato. - Intraossea
A questo tipo di iniezione nel midollo osseo si ricorre soprattutto quando, per motivi diversi, risulti molto difficile o impossibile un accesso venoso. La maggiore complessità della procedura – che prevede quasi sempre un’anestesia a base di lidocaina – impone l’intervento di personale altamente qualificato e appositamente formato. - Intratecale
In questo caso entriamo in un ambito più specialistico, tanto è vero che a eseguire questo tipo di somministrazione nel liquido cerebrospinale sono spesso i medici anestesisti, gli oncologi o gli infermieri che hanno una specifica conoscenza della sua procedura. - Intrarticolare
A seconda della patologia e dell’area dell’articolazione da trattare, questo tipo di infiltrazione – quasi sempre finalizzato ad alleviare il dolore e a recuperare mobilità – viene generalmente eseguito da un medico ortopedico o da un fisiatra. - Intradermica
Utilizzata sempre meno nella pratica medico-infermieristica ma sempre più nella medicina estetica, in particolare per spianare le rughe, l’iniezione intradermica consiste nell’inserzione dell’ago nello strato più profondo della cute. Vi si ricorre anche per eseguire test allergici, nel qual caso, ad eseguirla – soprattutto sull’avambraccio o sulla schiena – può essere anche un infermiere professionale.
L’iniezione fai-da-te
Contrariamente a quello che molti pensano, persino l’iniezione intramuscolare – che, come detto, viene talvolta praticata da chi non ha una specifica formazione infermieristica, peraltro correndo il rischio di incorrere nel reato di esercizio abusivo di professione sanitaria – non è affatto un’operazione elementare nella quale ci si possa improvvisare. Essa, infatti, può provocare non soltanto dolore ma anche ematomi, danni al nervo sciatico, ascessi o anche peggio. Dunque, un conto è imparare a eseguirla per mettersi nelle condizioni di poter fronteggiare situazioni di assoluta emergenza; altro è praticarla soltanto per la pigrizia di cercare un professionista qualificato o per risparmiare una modesta cifra a fronte di un’operazione svolta in piena sicurezza secondo le regole.
Come prenotare un’iniezione a domicilio
Molto probabilmente per un’accresciuta coscienza sanitaria, risulta in costante aumento la richiesta di un professionista a domicilio per un suo intervento una tantum o per un determinato periodo di terapia. Secondo una recente ricerca del Censis, nell’arco di un anno lo ha fatto un italiano su cinque, facendo sì che proprio le iniezioni risultino al secondo posto, dopo i prelievi, tra le prestazioni più richieste. A concorrere in modo determinante a questa tendenza è anche la possibilità di avvalersi con estrema semplicità di servizi come “Il Medico a Casa”, offerto da Medical Service Assistance – società benefit. Per prenotare l’intervento di un infermiere o di un’infermiera, basta infatti chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare la pagina web dedicata a questo specifico servizio cliccando qui.









