Febbre del Nilo: quanto è pericoloso il West Nile Virus?

Ufficio Stampa
01/08/2025

Se ne parla sempre più spesso, soprattutto perché sembra una nuova malattia, ma non è così: la febbre del Nilo occidentale è conosciuta fin dai primi anni ‘60, quando prese a diffondersi in diversi paesi europei causando molti casi di encefalite. Nei decenni successivi si è poi ripresentata un po’ a “ondate” in varie parti del mondo, culminando nel 2012 con un’epidemia che negli Stati Uniti ha provocato 286 decessi.

La situazione italiana

 

Anche in Italia il virus del Nilo ha una sua storia, per la verità incominciata in sordina e perciò raccontata soprattutto dalla stampa locale. Nel 2011, in Sardegna, fece tre vittime. Nel 2017, in Toscana, colpì un uomo dando vita a una massiccia disinfestazione nella zona di Collesalvetti. Nel 2018, in Molise, contagiò una donna. È dunque in tempi più recenti, per la sua recrudescenza, che la febbre è assurta agli onori della cronaca nazionale: nel 2018, in Italia, da giugno ad agosto, ha colpito 301 persone, provocando la morte 15. Nei primi sette mesi di quest’anno ne ha colpite 69, per la maggior parte concentrate nel Lazio e nella Campania, uccidendo tre persone.

Chi trasmette la febbre del Nilo

 

Ormai è accertato che a trasmettere il contagio sono quasi esclusivamente le zanzare comuni – neanche le più temute “tigre” – le quali, pungendo gli uccelli malati, che sono i principali contenitori/propagatori del virus, ne asportano il sangue infetto e lo passano all’uomo attraverso le loro fastidiose punture.

Sangue e trasfusioni sotto controllo

 

Noto il vettore di trasmissione del virus, il Centro Nazionale Sangue ha avviato una campagna di controllo delle trasfusioni che interessa particolarmente le province nelle quali il West Nile è stato identificato non soltanto nell’uomo ma anche negli uccelli, nei cavalli e, ovviamente, nelle zanzare. Si tratta del Piano Nazionale Arbovirosi che, individuando precocemente i donatori inconsapevolmente infetti o anche solo quelli provenienti da zone dove è stato rilevato il virus, interrompe la catena del contagio.

I sintomi della febbre del Nilo

 

Il periodo di incubazione di questa malattia varia tra i 2 e i 15 giorni e soltanto 1 contagiato su 4 diventa sintomatico, lamentando febbre moderata, mal di testa, nausea. Nella maggior parte dei casi, tutto si risolve spontaneamente ma per il 15% – soprattutto anziani – questi i sintomi possono essere più accentuati, con l’aggiunta di:

  • dolori muscolari
  • tosse
  • difficoltà nel respiro
  • disturbi oculari
  • complicazioni neurologiche

Il trattamento 

 

Per quanto possa sembrare strano, esiste un vaccino West Nile per i cavalli (colpiti in maniera generalmente più grave ed estesa) ma non per l’uomo. Dunque, quantomeno al momento, la medicina affronta i casi “normali” con le soluzioni proposte per le classiche forme influenzali ma, nei casi più gravi, usa tutte le armi possibili per scongiurare le complicazioni che possono anche portare all’edema cerebrale.

La prevenzione

 

Alla luce di tutto ciò, appare chiaro e logico che attualmente l’unica forma di prevenzione efficace sia quella di evitare la puntura delle zanzare. È così che, ai classici metodi personali/familiari consigliati (spray, creme, zampironi, vestiti lunghi eccetera), si stanno aggiungendo campagne di disinfestazione su più ampia scala, soprattutto da parte dei Comuni più colpiti dal contagio.

Che cosa fare all’insorgere dei primi sintomi sospetti

 

Con il procedere dell’estate, appare sempre più evidente che la febbre del Nilo occidentale non è una malattia da sottovalutare. E se persino un virologo affermato come Matteo Bassetti parla della zanzara come di un potenziale killer, c’è davvero poco da scherzare. Ne consegue che, al minimo sospetto, è bene rivolgersi a un buon medico che, indagando ben oltre i sintomi più superficiali, possa effettivamente diagnosticare la malattia e dare i consigli giusti su come affrontarne l’evoluzione. Medical Service Assistance, attraverso il suo servizio “il Medico a Casa”, offre l’opportunità di ricevere al proprio domicilio la visita di un professionista esperto.
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