Il rientro dalle ferie è spesso accompagnato da una sensazione diffusa di spossatezza e malinconia. La letteratura scientifica la definisce sindrome da rientro (spesso anche post vacation o holiday blues) una forma di depressione temporanea che colpisce in forma lieve un italiano adulto su due, per un totale di circa 6 milioni.
I sintomi dello stress post-ferie
Questo disagio si manifesta a livello sia psicologico sia fisico. I segnali più frequenti ai quali prestare attenzione includono:
• Ansia e irritabilità
• Umore deflesso e malinconia
• Apatia e calo dell’attenzione
• Mal di testa improvvisi
• Disturbi digestivi
• Sonno irregolare
Perché il ritorno alla routine ci mette alla prova?
Durante le vacanze stacchiamo la spina e mettiamo “tra parentesi” i problemi quotidiani, vivendo in una bolla di totale libertà. Il rientro rompe questa magia, imponendoci un ritorno repentino ai ritmi reali, ai doveri e alla precisione organizzativa. Paradossalmente, più la vacanza è stata piacevole e rigenerante, più la ripresa della routine può risultare traumatica. Inoltre, l’idea di affrontare subito una mole imponente di arretrati genera una forte ansia da prestazione.
I soggetti più a rischio
La fatica del rientro tende a farsi sentire con maggiore intensità su:
• Persone che già convivono con una fragilità psicologica (es. ansia, depressione, bassa autostima)
• Chi sta attraversando un periodo complesso sul lavoro o nelle relazioni
In questi casi, la vacanza è stata usata come scudo per rimandare i problemi. Al ritorno, i nodi si ripresentano con tutta la loro forza.
Come gestire la sindrome da rientro: 5 strategie pratiche
La regola d’oro degli specialisti è una sola: gradualità. Dobbiamo concedere alla mente e al corpo il tempo di riadattamento ai vecchi ritmi, evitando di sovraccaricarsi di impegni fin dal primo giorno.
Ecco cinque piccoli passi per alleggerire la transizione:
1. Rientra con un anticipo strategico. Evita di tornare a casa la sera prima di ricominciare il lavoro. Viaggiare 2 o 3 giorni prima della fine effettiva delle ferie ti permette di disfare le valigie e riprendere possesso dei tuoi spazi con calma.
2. Pianifica i compiti a piccole dosi. Non cercare di recuperare tutto subito. Stila una lista delle attività da svolgere e diluiscine l’esecuzione giorno per giorno. Questo approccio ti restituirà il controllo sulle tue giornate senza farti affogare nell’ansia.
3. Mantieni le buone abitudini estive. Se durante le vacanze hai scoperto un nuovo hobby, letto libri o fatto passeggiate che ti hanno fatto stare bene, non abbandonarli. Ritaglia uno spazio settimanale per sperimentarli anche in città.
4. Coltiva le relazioni sociali. Non isolarti. Resta in contatto con le persone conosciute durante i viaggi e pianifica serate o uscite con gli amici di sempre. La socialità è un ottimo antidoto contro la malinconia.
5. Fa’ movimento e cura il riposo. Praticare un po’ di sport o tornare in palestra stimola le endorfine e scarica lo stress accumulato. Parallelamente, cura l’alimentazione e riavvicinati gradualmente agli orari di sonno abituali.
Un occhio di riguardo per i bambini
Anche i più piccoli risentono del cambio di ritmo. Per aiutarli a riprendere la vita di tutti i giorni in modo sereno, gli esperti consigliano di:
• Anticipare la routine: riprendere i ritmi abituali qualche giorno prima dell’inizio delle scuole.
• Favorire l’ascolto: creare momenti di dialogo per permettere loro di esprimere dubbi o preoccupazioni.
• Stimolare la creatività: proporre attività manuali e creative da fare a casa insieme per rendere piacevole il rientro.
Quando è il caso di rivolgersi a uno specialista?
Nella stragrande maggioranza dei casi, i sintomi della sindrome da rientro si risolvono spontaneamente nel giro di due settimane al massimo, senza bisogno di alcun tipo di terapia o farmaco.
Tuttavia, se l’ansia, l’insonnia e l’umore nero dovessero persistere oltre questo lasso di tempo, è importante non sottovalutarli. In questo caso, rivolgersi a uno psicologo è la scelta migliore: un professionista ti aiuterà a capire se dietro questa stanchezza si nascondono cause più profonde che vanno oltre il semplice stress post-ferie.
Visita domiciliare
Quando la sindrome del ritorno sfocia in un caso di depressione non è il caso di improvvisarsi terapeuti, in particolare quando si tratta dei propri figli, poiché persino da genitori si potrebbe essere inconsapevolmente concausa del disturbo. Piuttosto, un ottimo primo passo è costituito da una visita domiciliare da parte di uno psicologo che, proprio nell’ambiente domestico, ricco com’è di segnali utili a inquadrare le dinamiche familiari, può mettere a fuoco il problema e individuare un percorso di recupero.
Per prenotarla ci si può rivolgere al servizio “Il Medico a Casa” offerto da Medical Service Assistance – società benefit chiamando il numero 06 55.300.195 oppure cliccando qui per andare direttamente alla pagina web dedicata.









