Tatuaggi e sole vanno d’accordo?

Ufficio Stampa
25/06/2026

No, i tatuaggi e il sole non vanno affatto d’accordo. In generale, la pelle disegnata risulta infatti più facile a ustionarsi, mentre alcuni pigmenti – soprattutto i rossi, i gialli e gli arancioni – possono provocare reazioni allergiche, infezioni e dermatiti. Pensando poi ai problemi che i raggi ultravioletti possono portare a chiunque, va ricordato che i tatuaggi possono ostacolare il monitoraggio della pelle, motivo per il quale i dermatologi raccomandano di non eseguirli mai sui nei.

 

Salute ed estetica

A seconda di quanto tempo è passato dal momento dell’esecuzione del tatuaggio, operazione che comporta pur sempre un ferita, variano le attenzioni che gli si devono.
Entro il primo mese, oltre alle applicazioni prescritte dal tatuatore:

  • evitare l’esposizione al sole diretto
  • se all’aperto, coprire il tatuaggio con indumenti di cotone
  • niente balneazione (mare o piscina)
  • niente saune o attività che stimolino la sudorazione

Dopo il primo mese, sempre ricordando che la guarigione completa dei tessuti avviene in circa 6 mesi:

  • applicare una crema solare ad alta protezione ogni due ore e sempre dopo il bagno (meglio se specifica per tatuaggi)
  • dopo il bagno di mare, sciacquarsi con acqua dolce e asciugarsi
  • evitare l’esposizione prolungata al sole per non rischiare lo sbiadimento dei colori
  • nelle circostanze più a rischio (es. in barca) indossare magliette certificate UFP 50+, acquistabili nei negozi di subacquea e nei grandi store di articoli sportivi
  • evitare il contatto con la sabbia

 

I tatuaggi temporanei

Ritenuti erroneamente tutti innocui, i cosiddetti tatuaggi temporanei possono sicuramente creare problemi quando esposti al sole, ma anche se coperti (un po’ un controsenso, visto che sono fatti per essere mostrati) possono generare dermatiti da contatto, irritazioni e allergie soprattutto nei soggetti più sensibili. Il tipo più rischioso è il tatuaggio all’hennè nero, una pasta formata da un pigmento vegetale rosso-bruno al quale talvolta viene aggiunta la parafenilendiammina (PPD), un colorante scuro vietato per l’uso diretto sulla pelle. Poiché può provocare addirittura cicatrici permanenti, se non si è certi della composizione del prodotto, evitare.

 

In caso di problemi: tatuatore o dermatologo?

Per qualsiasi problema estetico, per esempio legato allo sbiadimento dei colori o alla perdita di definizione, è bene rivolgersi al proprio tatuatore di fiducia, purché sia dotato del regolare attestato di abilitazione professionale regionale. Per qualsiasi problema medico (reazioni allergiche, infezioni, rigonfiamenti, granulomi eccetera) è invece assolutamente necessario rivolgersi al dermatologo.

 

La visita medica

La pelle, che dopo la muscolatura scheletrica è il secondo organo del corpo umano per estensione, svolge una serie di funzioni assolutamente vitali e, perciò, qualsiasi cosa possa incidere sulla sua integrità va attentamente valutata dal punto di vista medico. Nel caso specifico dei tatuaggi – da fare, già fatti, da eliminare – il parere di un dermatologo è sempre fortemente consigliabile.
La visita può essere eseguita comodamente a domicilio e il modo più rapido e semplice per ottenere un appuntamento è quello di rivolgersi al servizio Il Medico a Casa offerto da Medical Service Assistance – società benefit. Basta chiamare il numero 06 55.300.195 oppure visitare l’apposita pagina web cliccando qui.